03 marzo 2021

CHIACCHIERATA CON VIOLA ARDONE, AUTRICE DEL LIBRO IL TRENO DEI BAMBINI.









Cari lettori,

L'ospite di oggi è Viola Ardone. Nata a Napoli nel 1974 , laureata in Lettere e ha lavorato per alcuni anni nell'editoria. Autrice di varie pubblicazioni, insegna latino e italiano nei licei. Fra i suoi romanzi ricordiamo: La ricetta del cuore in subbuglio (2013) e Una rivoluzione sentimentale (2016) entrambi editi da Salani. Nel 2019 pubblica con Einaudi Il treno dei bambini.



D: COS'È PER TE SCRIVERE? 
 
R: Scrivere è una dimensione del comprendere. Ne ho bisogno per attraversare un’emozione a cui non so dare nome o per affrontare, sotto le spoglie di un personaggio di fantasia, un mio vissuto che in qualche modo è stato traumatico.  
      
D: COSA TI HA SPINTO A SCRIVERE QUESTO ROMANZO? 
 
R: Il rapporto d’amore tra una madre e un bambino separati dalla povertà, dall’ingiustizia sociale, dal bisogno. E l’indagine sui confini dell’amore di una madre, perché lasciar partire il proprio figlio è un gesto di grande altruismo e generosità. Questa è stata la chiave che mi ha attratto verso la storia del settantamila bambini che negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale lasciarono le loro famiglie per essere accolti nel centro e nord Italia. 
      
D: QUAL È IL MESSAGGIO CHE VUOI TRASMETTERE ?
    
R: Non c’è un messaggio ma ci sono molte domande: è giusto far spostare dei bambini dal loro contesto per offrire loro condizioni di vita migliori? Cosa prova un bambino separandosi dal suo nucleo familiare? E al ritorno a casa, riuscirà a non fare paragoni tra il benessere sperimentato e la sua quotidianità? Credo che un romanzo non debba dare risposte ma che gli basti porre quesiti. 
      
D: CON QUALI COLORI DESCRIVERESTI I PERSONAGGI? 
    
R: Amerigo è un bambino vivacissimo e allegro: il suo colore è il giallo. Maddalena, la partigiana, ha il sacro fuoco della politica: è rossa. Antonietta, la madre, è una donna che non percepisce le sfumature della vita: tutto per lei è bianco o nero. 
   
D: SE DOVESSI DESCRIVERE AMERIGO CON TRE AGGETTIVI. QUALI SAREBBERO?

R: Curioso, saggio, ma anche ingenuo. 
 
D: CHI LEGGE PER PRIMO QUELLO CHE SCRIVI? 

R: Mia madre è la mia prima lettrice, da sempre. 

D: IL TUO PROSSIMO LAVORO?
    
R: Una storia al femminile, che volge ancora lo sguardo verso il nostro recente passato.  



Desidero ringraziare l'autrice per la sua disponibilità nel concedermi questa intervista.





Caterina Lucido

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