Cari lettori,
Oggi ho il piacere di ospitare sul mio blog Antonio Manzini, scrittore, attoree sceneggiatore tra i più apprezzati della narrativa italiana contemporanea. Nato a Roma nel 1964, è l'autore del celebre vicequestore Rocco Schiavone, protagonista di una fortunata serie di romanzi noir che ha conquistato il pubblico e dato vita a un altrettanto fortunato adattamento televisivo. Con il suo stile inconfondibile, capace di unire ironia, profondità e attenzione alle sfumature dell'animo umano, Antonio Manzini ha saputo costruire personaggi autentici e storie che continuano ad appassionare lettori di ogni età.
Antonio è tornato in libreria e sugli store online dal 26 maggio 2026 con I tramezzini di Rocco Schiavone Sellerio
D: ANTONIO, SEI UNO SCRITTORE, ATTORE E SCENEGGIATORE.
COME È NATA LA TUA PASSIONE PER LA SCRITTURA E QUANDO HAI CAPITO CHE SAREBBE
DIVENTATA UNA PARTE FONDAMENTALE DELLA TUA VITA?
R: La scrittura ti accompagna da quando sei piccolo in infinite forme. C’è chi scrive un diario, chi prova a fare un giornalino, chi barzellette chi si sente già narratore e si butta nei racconti. Poi nella vita incontri altri modi di narrare, attraverso il tuo corpo e la tua voce, il teatro, il cinema. Anche quelle sono forme di scrittura. La scrittura scenica, la scrittura interpretativa. Approdi infine ai racconti lunghi e scrivi un romanzo. Non sai neanche tu perché l’hai fatto, come ti è venuto. Dentro ci sono decine anni di vita e di esperienze. Ti piace. Prosegui a farlo.
D: IL TUO NUOVO ROMANZO I TRAMEZZINI DI ROCCO SCHIAVONE RIPORTA I LETTORI NELL'UNIVERSO DI UNO DEI PERSONAGGI PIÙ AMATI DELLA NARRATIVA ITALIANA. COME È NATA L'IDEA DI QUESTA NUOVA STORIA?
R: Mi andava di raccontare pezzi della vita di Rocco sotto forma di racconti. Piccoli bocconi d’aria che svelassero qui e lì quei fatti che la memoria spesso si ingoia senza lasciare traccia. Li ho prima appuntati e poi sviluppati. Come se stessi parlando di un a persona reale, esistente, mi piace tornare nei suoi luoghi d’infanzia, che qui e là sono anche i miei.
D: QUANTO TEMPO HAI IMPIEGATO PER LA REALIZZAZIONE DEL
ROMANZO, DALLA PRIMA IDEA ALLA PUBBLICAZIONE, E QUAL È STATA LA FASE PIÙ
IMPEGNATIVA DEL LAVORO?
R: Non posso rispondere perché non lo so. Ci sono nel libro un paio di racconti scritti anni fa, un altro più recente, altri elaborati per dare al libro una rotondità e un senso. La fase più impegnativa di un libro finisce dopo anni che l’hai scritto, perché un libro è scrittura, correzione, e presentazione ai lettori e ai giornalisti.
D: QUALI SONO GLI AUTORI O I LIBRI CHE HAI AMATO DI PIÙ E CHE HANNO CONTRIBUITO A FORMARE IL TUO STILE NARRATIVO?
R: Vede succede una cosa curiosa con i famosi
scrittori preferiti. Cambiano col passare degli anni. Ne ho a decine, perché
sono vecchio. Ci sono quelli però che non cambiano mai, che restano nella tua
memoria per sempre e ti ricordano quanta grazie e verità e onestà ci vuole ogni
volta che ti siedi a scrivere. Mann, Omero, Onetti, Woolf, Dostojevskij, Roth,
Coraghessan Boyle, Morante, Dickens, Maupassant, Austin… mi fermo
D: DOPO TANTI ANNI ACCANTO A ROCCO SCHIAVONE, C'È QUALCOSA CHE QUESTO PERSONAGGIO HA INSEGNATO AD ANTONIO MANZINI, UOMO E SCRITTORE?
D: A QUALI PROGETTI STAI LAVORANDO IN QUESTO PERIODO E QUALE MESSAGGIO VORRESTI LASCIARE AI TUOI LETTORI?
R: Sto cercando di sviluppare un libro che non veda Rocco al centro dell’attenzione. E quindi mi informo, mi guardo in giro, scrivo appunti, sviluppi, chissà se mai riuscirò a tirar fuori qualcosa di decente. Non ho messaggi da lasciare a nessuno, posso solo augurarmi di continuare a leggere, anzi augurarci di continuare a leggere per cercare di capire questa vita che ci hanno dato in sorte di vivere.
Grazie ad Antonio Manzini per essere stato mio ospite e per la disponibilità dimostrata.
Una raccolta di racconti inediti che vedono protagonista Rocco Schiavone, tra l’infanzia e la maturità, Roma e Aosta, la nostalgia e il dolore. L’amicizia con i compagni di Trastevere, prima da bambini e poi da adolescenti, eterni ragazzi di strada e di vita, sempre sospesi tra sfrontatezza e crimine. L’incontro inaspettato con la moglie Marina, in una tempesta di emozioni e presagi. Lo sdegno morale di fronte a un organizzatore di matrimoni, un wedding planner che sembra destinato a una brutta fine. Le pulsioni erotiche di un giorno di noia smisurata. La guerra e la Resistenza, le figurine dei calciatori, i sogni dell’infanzia. I morti ammazzati, i segreti di famiglia, la fatica di mettersi ancora una volta al lavoro su un nuovo caso. L’affetto e lo sprezzo per i colleghi, il rigore di chi cerca sempre la verità e applica una costante disubbidienza alla stupidità e all’ingiustizia.
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