18 febbraio 2026

RECENSIONE DEL LIBRO - “LE DONNE DI PIAZZA DEL FICO” DI MARGHERITA PELAJA.



In libreria e sugli store dal 20 gennaio 2026 Edizioni Piemme


NOTE SULL’AUTRICE 

Margherita Pelaja ha svolto ricerche negli ambiti della storia delle donne e della storia della sessualità, pubblicando numerosi saggi e monografie. È stata fra le fondatrici di Memoria. Rivista di storia delle donne e della Società Italiana delle Storiche. Nel campo editoriale è stata autrice e redattrice presso l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e ha fondato e diretto la casa editrice universitaria Biblink editori. Nata nel 1950, vive a Roma.


SINOSSI 

Roma, 1864. Luisa Stecca aiuta le donne meno fortunate in una città ancora governata dal potere papale. Assiste gravidanze spesso clandestine e accoglie ragazze e madri di famiglia a casa sua, in piazza del Fico. Tra queste donne c’è Angela Carbone, una ragazza decisa a uscire dalla povertà che la soffoca. Con l’aiuto della sorella, Gertrude, e di una non convinta Luisa, ordisce un inganno perfetto: finge una gravidanza per legarsi al ricco cavaliere Armando Bachino, e quando nasce il figlio di Amalia, una giovane abbandonata a sé stessa, lo fa passare come suo. Ma la verità è una forza che scava e chiede di essere ascoltata. Attorno al piccolo Armando si creano tensioni, affetti, recriminazioni: la madre naturale lo rivuole, la madre adottiva lo difende, il cavaliere si scopre tradito ma incapace di rinunciare a quel bambino. E mentre Roma si avvicina alla caduta del potere temporale del Papa, anche le illusioni di Angela iniziano a sgretolarsi. Tra confessioni, rivelazioni e un vero processo, si dipana una storia di donne ferite ma ostinate, di maternità negate e inventate.


COSA NE PENSO 

Le donne di Piazza del Fico è un romanzo che affronta temi universali e senza tempo: la condizione femminile, il peso dell’onorabilità e la maternità vissuta come responsabilità sociale.

Angela Carbone è una protagonista intensa e sfaccettata, la cui vita – prima e dopo l’incontro con il cavalier Armando Bachino – si trasforma profondamente. Accanto a lei, Luisa Stecca, Gertrude e Amalia compongono un microcosmo femminile delineato con cura psicologica. La caratterizzazione dei personaggi è uno dei punti di forza dell’opera: figure credibili, inserite in un contesto che giudica e impone regole severe.

Il dramma giudiziario, dal sapore tipicamente italiano, sostiene la tensione narrativa, mentre la famiglia resta il fulcro dell’esistenza.

«Intendo che ho capito fino a qual punto l’onorabilità sia patrimonio irrinunciabile per una donna che voglia condurre un’esistenza rispettata.»

Pur evocando un’epoca dal profumo antico, il romanzo è attuale nelle sue riflessioni. L'intreccio è ben congegnato e il finale, lasciato aperto ma coerente, suggerisce più di quanto dichiari.

In conclusione, una lettura piacevole e profonda, che celebra con misura la forza delle donne. Consigliatissimo! 


Caterina Lucido 

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