25 novembre 2025

25 NOVEMBRE – LE PAROLE CHE RESTANO QUANDO TUTTO IL RESTO TREMA.


Ci sono giorni in cui la scrittura sembra un gesto minimo, fragile, quasi inadeguato.
Eppure, proprio oggi, scrivere diventa un atto necessario.

Il 25 novembre non è una semplice ricorrenza: è una fenditura nella coscienza collettiva.
È il giorno in cui siamo chiamati a guardare dentro l’angoscia che attraversa le vite di tante donne — un’angoscia che non appartiene al passato, ma respira nel presente, nelle case, nelle strade, nei silenzi che nessuno ascolta.

La letteratura ci ha insegnato che ogni storia taciuta pesa come una pietra.
Ogni donna che vive nella paura è una pagina strappata al suo stesso destino.
Ogni vita spezzata è un romanzo che non leggeremo mai.

Oggi scrivere significa dare un nome a ciò che spesso resta nascosto:
le crepe nelle relazioni, le ombre dietro le porte, la normalità ingannevole dei gesti che feriscono.
Significa ricordare che la violenza non è un fatto privato, ma un fallimento collettivo.

Che sia attraverso un verso, un pensiero o un racconto, abbiamo il dovere di continuare a parlare, raccontare, denunciare.
Perché la parola, quando è sincera, può diventare un luogo sicuro.
Può offrire riparo, coraggio, memoria.

In questa giornata, il nostro compito è semplice e immenso:
scrivere per non dimenticare, scrivere per chi non ha più voce, scrivere perché nessuna donna debba temere la propria vita.

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