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15 giugno 2026

RECENSIONE DEL LIBRO : E ADESSO DORMI DI VALERIA ANCIONE.



In libreria e sugli store online dal 3 novembre 2023 Arkadia


NOTE SULL’AUTRICE 

Valeria Ancione è nata nel 1966 a Palermo, ma è cresciuta a Messina e dal 1989 vive a Roma. Giornalista professionista, lavora al “Corriere dello Sport” dal 1991. Ama raccontare le donne. Si è occupata di calcio femminile, sostenendo sulle pagine del suo giornale la battaglia contro pregiudizi, stereotipi e discriminazione di genere. Del calcio in generale l’attrae la potenza di aggregazione e condivisione, meno le partite. Non è tifosa, ma simpatizza. È convinta che lo sport possa salvare la vita. Giocava a basket, nonostante l’altezza, è sempre a dieta, non ha mai tinto i capelli, legge sempre e ascolta audiolibri, ama il mare in modo viscerale e la Sicilia in modo possessivo, si commuove sullo Stretto, è orgogliosa di essere cittadina di Roma, ha tre figli nel secondo tempo dell’adolescenza che, se non si allunga un altro po’, forse sta finendo. Nel 2015 ha esordito in narrativa con La dittatura dell’inverno per Mondadori. Nel 2019 con Mondadori Ragazzi ha pubblicato Volevo essere Maradona (biografia romanzata dell’ex calciatrice Patrizia Panico), finalista al Premio Bancarellino e di cui la Lux Vide ha acquistato i diritti per produrre una serie TV. Nel 2022 è uscito per Arkadia il resto di Sara e nel 2023 E adesso dormi, dei quali esistono anche le versioni audiolibro de Il Narratore.


SINOSSI 

Geena Castillo è fuggita dagli Stati Uniti per allontanarsi da una famiglia violenta e, arrivata a Roma, crede di aver finalmente trovato il vero amore in Raffaele. In realtà la relazione si rivelerà un'autentica prigione. Neanche la nascita di Jonathan può risolvere una situazione in cui la brutalità è il pane quotidiano. L'unica cosa da fare è separarsi. E la vita di Geena, diventata nel mentre Gina Drago, sembra aver preso una piega diversa fin quando la polizia busserà alla porta di casa della donna, cui sarà chiesto di identificare un cadavere, appena ritrovato, che si sospetta essere quello del suo ex. Da questo momento, in attesa che le indagini facciano chiarezza, Geena entra in un tunnel di paura e ansia, perché convinta che la morte di Raffaele non sia frutto del caso. Sostenuta da un gruppo di amiche che cercano di proteggerla e dall'incontro con un affascinante pianista, Geena dovrà fare di tutto per riappropriarsi della sua vita e ritagliarsi un pezzo di felicità nel mondo.


COSA NE PENSO

Ci sono romanzi che raccontano una storia e altri che, oltre alla storia, riescono a dare voce a realtà spesso taciute. E adesso dormi di Valeria Ancione appartiene a questa seconda categoria.

L'autrice costruisce una narrazione intensa e coinvolgente che affronta temi delicati come la violenza domestica, la paura, il senso di colpa e il difficile percorso verso la libertà. Al centro del romanzo troviamo una donna che lotta per sopravvivere alle ferite del passato e per conquistare il diritto a una vita diversa, più autentica e serena.

Valeria Ancione dimostra una particolare sensibilità nel tratteggiare i personaggi femminili, rendendoli credibili, complessi e profondamente umani. Le relazioni tra le protagoniste diventano uno degli elementi più significativi del racconto, mostrando come l'amicizia, la solidarietà e l'ascolto possano trasformarsi in strumenti di salvezza.

La scrittura è scorrevole ed elegante, capace di mantenere viva la tensione narrativa senza rinunciare alla profondità emotiva. Ogni pagina invita il lettore a riflettere sulla forza necessaria per spezzare le catene della violenza e sulla possibilità di rinascere anche dopo le esperienze più dolorose.

Particolarmente significativa è una frase contenuta nel romanzo:

«Un segreto a volte è solo una scelta coraggiosa.»

Parole che racchiudono uno dei messaggi più importanti del libro: il coraggio non sempre si manifesta attraverso gesti eclatanti, ma spesso si nasconde nelle decisioni più intime e difficili.

E adesso dormi è una lettura consigliata a chi ama i romanzi contemporanei capaci di coniugare emozione, riflessione e impegno civile. 
In conclusione, un libro che parla di dolore, ma soprattutto di speranza, resilienza e possibilità di rinascita. Consigliato. Buona lettura! 


Caterina Lucido

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09 giugno 2026

RECENSIONE DEL LIBRO: GLI ANNI IN BIANCO E NERO DI FRANCESCA GIANNONE





In libreria e sugli store online dal 26 maggio 2026 Nord Editore



NOTE SULL’AUTRICE 

Francesca Giannone è un’autrice italiana. Dopo essersi laureata in Scienze della Comunicazione, ha studiato cinema al centro sperimentale di cinematografia di Roma. Ha curato inoltre la catalogazione dei trentamila volumi della Associazione Luigi Bernardi e ha frequentato il corso biennale di scrittura della Bottega di Narrazione «Finzioni». Ha la passione per la pittura. Nel 2023 esce per Nord La portalettere, vincitore tra gli altri del Premio Bancarella.
Tra gli altri titoli, sempre per Nord, Domani, domani (2024), Gli anni in bianco e nero (2026).


SINOSSI 

Nella sartoria della famiglia Elia, il tempo scorre al ritmo lento dell'ago e del filo, scandito dai divieti del padre, che teme la libertà delle figlie perché, nel Salento degli anni '60, come nel resto d'Italia, le donne devono restare al loro posto. Eppure, in quelle quattro ragazze, qualcosa preme per uscire: la musica ribelle di Giovanna, i romanzi di Jane Austen in cui Ada si rifugia, la volontà di Maria di non accontentarsi e, soprattutto, la sete di immagini di Mimì, la più giovane, che, dalla cabina di proiezione del Cinema Apollo, mentre vede i film di Fellini e Visconti, scopre che la realtà può essere montata diversamente. E decide che sarà lei a tenere la macchina da presa. Così, mentre tutt'intorno si accendono le lotte operaie e le occupazioni studentesche e si formano i primi gruppi femministi, dentro casa Elia si combatte una rivoluzione silenziosa per riuscire a chiamare per nome il desiderio e la violenza, il diritto al lavoro e quello al piacere. E Mimì filma tutto. Non cerca la bellezza, cerca la verità: riprende le sorelle che danno vita a un'impresa quasi impossibile, gli sguardi e i gesti impercettibili ma rivelatori, un matrimonio «normale» eppure pieno di incertezze. Con forbici e determinazione, realizza un film che nessuno le ha chiesto di girare. Perché raccontare è resistere. Perché raccontando si può cambiare la vita, la propria ma anche quella degli altri. Perché tutti noi abbiamo vissuto anni in bianco e nero con la speranza di farli diventare un film a colori.


COSA NE PENSO

Gli anni in bianco e nero di Francesca Giannone è un romanzo intenso e raffinato che racconta la forza dei legami familiari, i sogni coltivati contro ogni ostacolo e il desiderio di libertà femminile nell'Italia degli anni Sessanta.

Attraverso la voce vivace e autentica di Mimì, una ragazza innamorata del cinema e determinata a costruire il proprio futuro, l'autrice dipinge un affresco ricco di emozioni, speranze e trasformazioni sociali. Le quattro sorelle protagoniste, ciascuna con il proprio carattere e le proprie aspirazioni, danno vita a una storia corale che parla di amore, crescita, sacrificio e appartenenza.

La scrittura di Francesca Giannone è elegante, evocativa e profondamente cinematografica: ogni scena prende forma con naturalezza, trasportando il lettore in un mondo fatto di sogni, tradizioni e cambiamenti. Ne emerge un romanzo capace di emozionare e far riflettere, celebrando il coraggio di chi sceglie di seguire la propria strada senza rinunciare agli affetti più autentici.

Frase dal libro

«Tutti gli avvenimenti che mi hanno portato qui, ora, al binario numero tre, narrano di una storia iniziata con quattro ragazze che erano sempre state lì, in un mondo in bianco e nero.»

In conclusione, lettura consigliata a chi ama le saghe familiari, i romanzi di formazione e le storie di donne che cercano il proprio posto nel mondo. Buona lettura! 


Caterina Lucido

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03 giugno 2026

RECENSIONE DEL LIBRO:SOPRAVVIVERE NON BASTA DI DIANORA TINTI

In libreria e sugli store online dal 09 giugno 2026 Edizioni Piemme


NOTE SULL’AUTRICE 

Dianora Tinti è una scrittrice, giornalista, critica letteraria e blogger toscana. Laureata in Scienze Economiche presso l’Università di Siena, da anni promuove la cultura e la letteratura attraverso l’organizzazione di concorsi letterari, la partecipazione a giurie nazionali e la collaborazione con riviste e programmi televisivi dedicati ai libri. È ideatrice del blog letterario www.dianoratinti.it
dove recensisce opere e intervista autori di rilievo nazionale. Tra i suoi romanzi più noti figurano Il pizzo dell’aspide, Il giardino delle Esperidi e Storia di un manoscritto.
Il suo nuovo libro è Sopravvivere non basta.


SINOSSI 

Ci sono storie che non appartengono a una sola vita, ma passano di mano in mano, come un cimelio di famiglia che nessuno ha il coraggio di buttare. Come l'anello d'oro che Frida Hoppic consegna alla vecchia amica Lina, dopo settant'anni di silenzio, chiedendole di custodirlo. Pregandola di non fare domande. Frida è una sopravvissuta. Nata a Berlino in una famiglia ebrea benestante, ha attraversato gli ultimi, atroci mesi della guerra prima di approdare, come altre migliaia di profughi, nel Salento del 1947, nella piccola Santa Maria al Bagno. Lì ha trovato un rifugio, degli amici, e il coraggio di ricominciare. Ma seppur lontana dalla guerra e dall'incubo, un sospetto ha continuato a perseguitarla. Riguarda i suoi genitori, Gerda e Bernhard, medici nell'Ospedale Ebraico di Berlino, inspiegabilmente risparmiati dalla furia nazista, mentre intorno a loro tutto andava distrutto. Dopo la morte di Frida, sarà Chiara, sua nipote, a riavvolgere i fili di questa storia. Il viaggio la porterà da Bari a Berlino, attraverso archivi, testimonianze e silenzi, fino a una verità scomoda che nessuno in famiglia ha mai avuto il coraggio di guardare. Dianora Tinti intreccia tre generazioni e due epoche con una scrittura elegante e vivida, che tiene insieme la crudeltà della Storia e la delicatezza dei legami affettivi. Senza mai distogliere lo sguardo da ciò che è più difficile affrontare.

COSA NE PENSO

Sopravvivere non basta è un romanzo intenso e coinvolgente che intreccia con sensibilità memoria personale e tragedia storica. Dianora Tinti conduce il lettore tra il Salento contemporaneo, la Berlino del 1945 e i campi profughi del dopoguerra, costruendo una narrazione ricca di emozione e umanità.
Il cuore del libro è la memoria: attraverso l'incontro tra Lina e Frida, l'autrice riflette sulle ferite lasciate dalla guerra e sul peso di un passato che continua a vivere nei ricordi dei sopravvissuti. Molto riuscita la caratterizzazione dei personaggi femminili, complessi e autentici, così come l'accurata ricostruzione storica che conferisce profondità alla vicenda.
La scrittura è elegante, scorrevole e capace di evocare immagini vivide senza mai eccedere. Sopravvivere non basta è un romanzo che racconta una pagina poco nota della storia europea trasformandola in una toccante riflessione sulla resilienza, sull'amicizia e sulla necessità di ricordare.

Una lettura intensa e consigliata.



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24 settembre 2025

IL GATTOPARDO: TRA CINEMA , LETTERATURA E MEMORIA.



Ci sono opere che non appartengono soltanto al loro tempo, ma si innestano nella memoria collettiva come un’eredità di bellezza e riflessione. Il Gattopardo, film di Luchino Visconti del 1963, è una di queste.

Tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, il capolavoro viscontiano restituì allo spettatore non solo la grandezza della Sicilia ottocentesca, ma anche il senso tragico e struggente del passaggio da un’epoca all’altra, con il suo inevitabile tramonto.

 
>Il set e i suoi protagonisti
 

Sul set del Gattopardo si respirava una maestosità rara. Burt Lancaster, scelto da Visconti per incarnare il Principe di Salina, portava con sé la potenza del cinema americano, ma sotto la guida del regista seppe assumere la dignità aristocratica e malinconica di Don Fabrizio. Claudia Cardinale, luminosa Angelica, irradiava quella bellezza mediterranea che sapeva trasformare ogni scena in un affresco. Alain Delon, con il suo Tancredi affascinante e ambiguo, incarnava perfettamente il celebre motto: «Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi».

Un aneddoto rimasto nella storia racconta l’attenzione maniacale di Visconti per i dettagli: persino i mobili di scena dovevano essere autentici dell’Ottocento siciliano. Nulla era lasciato al caso, perché il regista voleva che lo spettatore sentisse il peso della Storia anche nei silenzi, nei gesti e negli sguardi.

Il ballo: Apice del tempo sospeso 

La celebre scena del ballo, lunga quasi un’ora, non è solo uno spettacolo di sfarzo cinematografico, ma la rappresentazione simbolica della fine. Tra le note del valzer e i passi lenti del Principe, si consuma il passaggio di un’epoca, il dissolversi di un mondo nobile e antico, sostituito da una borghesia rampante e pragmatica.

Visconti scolpì quell’istante con la consapevolezza di un artista che conosceva la caducità delle cose, regalando al pubblico una delle sequenze più potenti della storia del cinema.

Il libro e la mia riflessione personale 

Se il film ha consegnato immagini immortali, è il romanzo di Tomasi di Lampedusa a custodire il nucleo più intimo e poetico della vicenda. Il Gattopardo è uno dei miei libri preferiti: in quelle pagine ritrovo ogni volta la malinconia della memoria e il fascino della Sicilia, terra capace di farsi mito e destino.

Il Principe Fabrizio è un personaggio che vive di contrasti: uomo di scienza e contemplativo, aristocratico e insieme profondamente umano, consapevole della decadenza ma non rassegnato alla mediocrità. Leggendo, risuona forte una delle frasi più struggenti del romanzo: «Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalli, le iene… e tutti quanti, Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra».

Lampedusa scrisse un libro che non è solo racconto storico, ma meditazione sull’anima, sul tempo che scivola via e sulla fragilità dei legami umani. È un’opera che sa parlare al cuore e alla mente, che costringe a confrontarsi con la domanda che aleggia dietro ogni sua pagina: cosa resta di noi quando il mondo cambia?

Forse è proprio questa la forza eterna de Il Gattopardo: il ricordo che, anche nella fine, si nasconde una forma di bellezza immortale.


Giuseppe Tomasi di Lampedusa


       

Immagini dal set del film Il Gattopardo 1963




© Riproduzione riservata

14 gennaio 2025

RECENSIONE DEL LIBRO: JO&LAURIE DI MARGARET STOHL E MELISSA DE LA CRUZ

NOTE SULLE AUTRICI 

Margaret STOHL è un'autrice molto amata, soprattutto dai ragazzi. Ha scritto quindici romanzi e graphic novel. Ha contribuito a innumerevoli giochi e fumetti,tra cui Beautiful Creatures Widow e Forever Red duology.

Melissa de la Cruz è un autrice bestseller internazionale di molti libri acclamati dalla critica per lettori di tutte le età, famosa per la saga Streghe di East End e Sugar blu.


SINOSSI 

1869, Concord, Massachusetts. Dopo la pubblicazione del suo primo romanzo, Jo March è esterrefatta nel rendersi conto che la sua storia scritta tanto per guadagnare qualche soldo gode di una fama inaspettata e il suo editore e i suoi lettori chiedono a gran voce un seguito, ma non un seguito qualsiasi: il seguito giusto in cui tutte le piccole donne sono appagate, innamorate e felici. Per questo Jo è sotto pressione per scrivere il suo finale e Laurie la porta a New York per una settimana alla ricerca dell'ispirazione: musei, opere e persino una lettura pubblica di Charles Dickens in persona! Ma mentre Jo pensa a quello che sarà il destino dei suoi personaggi, Laurie ha in mente un finale ben preciso per sé e per la donna che ha scoperto di amare: una donna con un tale desiderio di indipendenza da non rendersi conto che la vera indipendenza viene da un cuore appagato.

In libreria e sugli store online dal 24 ottobre 2022 Vintage editore

COSA NE PENSO

D' un tratto, ci si chiede se Jo&Laurie, sia stato scritto dalla vera Louisa May Alcott, stesso stile e scrittura dell'autrice di “Piccole donne”.
Il romanzo si svolge attorno ai giorni liberi e semplici delle sorelle March, ma con un occhio attento verso quello che poteva essere il finale nel romanzo originale, si prosegue così sulle orme della Alcott, tra eventi, luoghi e personaggi che tutti noi abbiamo amato. E poi, new entry particolarmente convincenti che si sposano alla perfezione con i personaggi storici.
Questa volta, nell'immaginario di Margaret Stohl e Melissa De la Cruz, Jo prende il posto di
Louisa May Alcott ,infatti, è lei l'autrice di Piccole donne in questa nuova narrazione,Jo dovrà portare a compimento il sequel del romanzo sulle sue sorelle che l'ha resa famosa anche in Europa,un eccellente coup de théâtre.

«Donne indipendenti, tutte. Esempi di autodeterminazione, chiarezza morale e forza d'animo spirituale.»

In conclusione, anche questa volta, l' adorata Jo è  fuori dagli schemi,coraggiosa, anticonformista, solitaria sempre controvento.
Un libro rivoluzionario, delizioso. Ben fatto, sia il testo che le illustrazioni. Sono certa care amiche che amerete anche questo romanzo. Consigliatissimo.Buona lettura!

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